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Mag 9, 2019

Lavoro: 4 benefit a cui (forse) è meglio rinunciare

In alcuni casi le agevolazioni possono essere fumo negli occhi e nascondere un secondo fine da parte dell’azienda. Ecco gli errori da evitare.

Trovare un lavoro, di questi tempi, può rivelarsi una vera impresa. Alcuni pochi fortunati, però, si trovano nell’invidiabile condizione di poter scegliere tra diverse offerte, e spesso a fare la differenza sono i dettagli. Benefit e agevolazioni sono la ciliegina sulla torta del salario di un lavoratore, quei piccoli (ma non troppo) vantaggi che possono far protendere verso un’azienda o un’altra. Se ci si trova a scegliere tra due offerte di lavoro simili, perché non indirizzarsi verso chi offre vantaggi maggiori? Attenzione però, perché in alcuni casi i benefit possono essere fumo negli occhi e nascondere problematiche aziendali più profonde e non immediatamente individuabili al momento del colloquio. Ecco quattro agevolazioni che potrebbero allettare nella scelta del lavoro ma che, allo stesso tempo, dovrebbero far rizzare le orecchie e spingere ad informarsi bene prima di accettare il posto.

  1. Tempo di lavoro flessibile

Se strutturato nel modo giusto, questo benefit può davvero cambiare il modo di lavorare all’interno dell’azienda. Purtroppo però molte imprese inseriscono quest’opzione non tenendo conto di altri fattori, come la necessità di essere presenti in determinati momenti. Il risultato finale è che gli impiegati con quest’agevolazione si ritrovano a presidiare il proprio posto di lavoro più di quelli che non ce l’hanno.
La cosa giusta da fare in sede di colloquio, quindi, è chiedere quanti giorni di riposo ha avuto un impiegato medio l’anno precedente. Spesso si scopre che quelli con orario fisso alla fine dell’anno hanno goduto di più giorni di riposo rispetto agli altri con orari flessibili. Da non sottovalutare poi l’aspetto emotivo e d’immagine di una scelta del genere: se tutti sono al lavoro in ufficio, come vi sentireste a essere gli unici comodamente a casa? Per molte aziende quindi, flessibilità è solo un altro modo di dire “qui nessuno va in vacanza”.

 

  1. Organizzazione orizzontale del lavoro

Le aziende “orizzontali” sono quasi sempre startup. Tutti sono sullo stesso piano, valutati in maniera meritocratica, senza gerarchie prestabilite. Idealmente si tratta di una soluzione ottimale, ricca di opportunità per dimostrare il proprio valore. Il pericolo arriva però quando dietro una struttura di questo tipo si cela in realtà un’organizzazione priva di leadership e con le idee poco chiare sulla direzione del lavoro. Si consiglia quindi, prima di accettare il posto, di capire i ruoli delle persone che sono già lì, per individuare il proprio in maniera precisa. Se la spiegazione vi lascerà con più dubbi di quelli che avevate all’inizio, significa che la start-up in questione non ha le idee chiare e non riesce a gestire il flusso di lavoro in maniera efficiente.

 

  1. Avanzamenti di carriera

Molti datori di lavoro promettono un avanzamento di carriera a cui si lega un aumento di salario. È una base di partenza sicuramente positiva, ma occorre fare attenzione a come si concretizza, per assicurarsi che non sia solo un modo per pagare di meno un lavoratore ad inizio carriera, sfruttando la sua voglia di fare strada. Una regola fondamentale è allora quella di domandare, in sede di colloquio, quali sono i passaggi che portano agli scatti di carriera. Se non ci sono criteri ben precisi ma tutto è affidato a decisioni estemporanee, può essere un campanello d’allarme da non sottovalutare: attenzione, l’azienda che vi sta assumendo potrebbe solo volervi pagare di meno.

 

  1. Cibo gratis per gli impiegati

Se l’azienda che vi vuole assumere offre pasti gratuiti, perché non approfittarne? Occhio, perché anche in questo caso bisogna fare attenzione: a volte i benefit nascondono delle insidie non proprio allettanti. È bene allora chiedere se tutti gli impiegati hanno diritto a pasti gratis e a quali ore del giorno. Molte aziende, ad esempio, offrono cene gratis a chi lavora per loro, ma questo implica ovviamente che rimangano al lavoro fino a tardi per poter godere di questo benefit. Le sere passate in ufficio potrebbero diventare allora fastidiosamente frequenti.

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