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Mag 8, 2019

Un robot che fa 1500 colloqui al giorno. Quando l’AI è al servizio delle risorse umane | Il report di Wyser

Robot che fanno 1500 interviste ogni giorno, chatbot usati per lo screening e algoritmi che contrastano gli unconscious bias. L'AI è già una realtà che fa risparmiare milioni di dollari

Risorse umane e intelligenza artificiale. Sempre più aziende e multinazionali stanno sperimentando l’impiego di tool che permettono di risparmiare tempo nella selezione dei candidati. L’overview di Wyser, la società di Gi Group specializzata nella ricerca di profili manageriali, presenta alcuni casi studio in cui le competenze umane vengono potenziate dall’AI: ricerca, screening, fidelizzazione e tutela dei dipendenti. «Un’elevata automazione delle fasi preliminari di screening – spiega Carlo Caporale, AD di Wyser Italia – consentirà alle divisioni HR e agli head hunter di investire le proprie risorse in attività più strategiche del processo di ricerca, selezione e consulenza».

I case study di Wyser

È russa una delle prime startup che ha ideato un robot in grado di svolgere fino a 1500 interviste telefoniche e video ogni giorno. Si chiamaVera e può dialogare in inglese e in russo interagendo con i candidati. IKEA Russia l’ha scelta per alleggerire la mole di curricula che viene passata in rassegna ogni anno dalla divisione HR. «L’intelligenza artificiale – aggiunge Caporale – rappresenta già una risorsa: è utilizzata per la ricerca, lo screening e i colloqui e consente, grazie all’automazione delle mansioni operazionali, di velocizzare esponenzialmente queste fasi».

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Come spiega l’overview di Wyser anche la catena di alberghi Hilton utilizza chatbot per rispondere a domande e intervistare i professionisti in una prima fase di selezione. Grazie all’intelligenza artificiale i passaggi che richiedevano anche 6 settimane per accompagnare il candidato verso l’assunzione, ora vengono conclusi con un notevole risparmio di tempo.

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Il contributo dell’intelligenza artificiale al lavoro delle risorse umane si apprezza anche nella limitazione dei cosiddetti unconscious bias, ovvero pregiudizi che influenzano le scelte dei selezionatori. Questo non significa che una tecnologia simile basti per una valutazione oggettiva. «Il rischio di errori persiste – dice l’Amministratore Delegato di Wyser – Ne è la dimostrazione anche il recente caso di un tool di selezione implementato e poi rottamato da una big company».

 

L’intelligenza artificiale infine svolge una funzione importante anche per trattenere i talenti all’interno delle aziende. “Proactive Retention” è il programma di IBM che ha fatto risparmiare 130 milioni di dollari in costi di assunzione grazie alla capacità dell’AI di raggruppare posizioni, titoli, stipendi di tutti i dipendenti per calcolare, grazie a un algoritmo, le probabilità di abbandono dell’azienda. Informazioni fondamentali che consentono interventi tempestivi sui lavoratori.

 

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