Una ricerca dimostra che annoiarsi al lavoro può essere positivo
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Ultimo aggiornamento il 13 luglio 2019 alle 7:40

Una ricerca dimostra che annoiarsi al lavoro può essere positivo

Lo studio dell'Australian National University è arrivato alla conclusione che fare attività ripetitive e non appassionanti possono stimolare la creatività e una modalità di pensiero originale

Di studi e ricerche che ogni giorno demoliscono e costruiscono le nostre certezze ne abbiamo davvero in quantità. L’Australian National University con la sua Research School of Management si è occupata di dimostrare con uno studio, ad esempio, che annoiarsi al lavoro può, dopo tutto, essere anche una cosa positiva. Come? La risposta ha a che fare con la creatività e con le condizioni che possono stimolarla.

L’esperimento su 101 persone

Lo studio portato avanti dagli scienziati australiani ha preso in considerazione un centinaio di soggetti, divisi in due gruppi. Al primo gruppo da 52 individui è stato chiesto di fare un’attività piuttosto noiosa: separare con una sola mano i fagioli rossi da quelli verdi presenti in una grossa scodella, per circa 30 minuti. Il secondo gruppo di 49 persone ha dovuto invece cimentarsi con un’attività creativa, usando carta, colla e fagioli. Al termine della mezz’ora a entrambi i gruppi è stato sottoposto un problema da risolvere usando la creatività: individuare, cioè, le ragioni per le quali un soggetto ha tardato due ore a una riunione. Ebbene, i risultati sono stati sorprendenti: le persone che nella prima fase dell’esperimento avevano dovuto passare mezz’ora ad annoiarsi sostanzialmente, avevano poi prodotto le soluzioni più originali e creative al problema.

La noia e la creatività

Secondo le ricerche la noia rimane solo noia e non genera altri sentimenti negativi come la rabbia e la frustrazione anche se in effetti il fatto di annoiarsi può causare il calo della motivazione. Il motivo psicologico per il quale la noia può avere effetti positivi sull’attività lavorativa viene spiegato a Fast Company dalla ricercatrice che ha guidato lo studio: «Le persone vogliono uscire dallo stato di noia, perciò si impegnano a cercare un modo di pensare originale che fa venire fuori la creatività», ha precisato Guihyun Park.

L’ispirazione quando meno te l’aspetti

Ovviamente una noia prolungata può avere dei risvolti negativi. Tanto che la dottoressa Park arriva a suggerire di prevedere nei luoghi di lavoro dei giochi come il ping pong che possano stimolare la socialità e la spensieratezza dei dipendenti. Inoltre, dalle osservazioni effettuate è apparso evidente che solo i soggetti aperti a nuovi tipi di esperienze e con degli obiettivi hanno saputo trarre ispirazione dalla loro noia. Infine, non tutti i lavori possono ammettere la noia: esistono impieghi per i quali è necessario stare sempre attenti e nei quali tra l’altro la creatività non è una caratteristica richiesta. In altre aprole, la noia fa bene sì, ma solo a chi svolge lavori di ingegno, creatività e artistici. In questi casi l’ispirazione può davvero arrivare quando meno te l’aspetti.

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