Ecco le 5 informazioni che il tuo profilo LinkedIn rivela su di te (che non vorresti) - Smart Working immagine-preview

Lug 21, 2019

Ecco le 5 informazioni che il tuo profilo LinkedIn rivela su di te (che non vorresti)

Il nostro profilo LinkedIn racconta una quantità di informazioni su di noi, talvolta anche quelle imbarazzanti che non vorremmo e, di cui probabilmente non siamo a conoscenza

Acquistato da Microsoft nel 2016 per 26,2 miliardi di dollari, LinkedIn è il social network per professionisti, e non, che permette a possibili candidati e aziende di incontrarsi. Il profilo utente è un bigliettino da visita e, per questo, deve essere impeccabile. Per consentirci di emergere in mezzo a tantissimi altri candidati e sfruttare appieno le opportunità che la piattaforma mette a disposizione.

Kathy Caprino, scrittrice di numerosi libri e career coach, nonché appassionata sostenitrice di leadership al femminile, ci indica in un interessante articolo su Forbes, quali sono le cinque cose che dobbiamo monitorare (e se necessario cambiare) del nostro profilo LinkedIn per evitare di risultare ciò che non siamo, fornendo inconsapevolmente informazioni imbarazzanti.

“Trascorro molto tempo su LinkedIn. Esamino centinaia di profili al mese, compresi quelli di nuovi colleghi, potenziali clienti, ospiti di podcast, giornalisti e leader di aziende. Inoltre, insegno ai partecipanti del mio corso: come comunicare in modo più efficace e costruire contenuti su LinkedIn più forti e che soprattutto suscitino interesse nei confronti di chi legge, per crearsi anche nuove opportunità professionali.

Questo lavoro mi consente di leggere dentro le personalità di chi scrive, scrutarne le sfide e i limiti attraverso la descrizione che le persone fanno di se nella loro pagina.

Ebbene, ciò che ho imparato è questo: il modo in cui costruisci il tuo profilo LinkedIn, rispecchia chi sei, e come affronti la tua vita professionale. E a ben vedere se non stai attento, il profilo LinkedIn comunica aspetti della tua vita lavorativa che non vorresti che gli altri sapessero”. Scrive Kathy Caprino.

Ecco i cinque possibili errori che possiamo commettere, quando compiliamo il nostro profilo utente su LinkedIn (e che dovremmo evitare).

 

1. Se non hai una foto: stai nascondendo qualcosa

Se non hai una foto sul tuo profilo LinkedIn, stai nascondendo qualcosa, molto semplice (e questo non è serio).

Il social network professionale da più di 800 milioni di iscritti è stato creato per essere usato in maniera appunto professionale. Con così tanti utenti, non è possibile avere un profilo senza una foto: è come rimanere nell’anonimato. Oltre a essere un deterrente per quelle aziende che potrebbero cercare candidati perfettamente in linea col nostro profilo professionale.

È per questo che il nostro profilo deve dare il benvenuto con uno scatto adeguato, che accolga un pubblico il più ampio possibile.

 

Consiglio: questa settimana, scatta una foto o chiedi a qualcuno di fartela. Guarda l’obiettivo, sorridi, scatta e caricala.

Ovviamente pubblica una foto che sia professionale: assolutamente vietate quelle in costume da bagno, i selfie allo specchio in bagno, e a figura intera. Ricordiamo a tutti che si tratta di una piattaforma professionale, e non di un’app di incontri o di nuove amicizie.

La dritta che possiamo fornirti è di accompagnare al tuo profilo una foto limpida, possibilmente sorridente ed evocativa della tua persona e della tua personalità, che sul lavoro è determinante.

Infine, ricorda: se carichi un’immagine che non ti rappresenta o che non mostra il tuo volto, LinkedIn si riserva il diritto di cancellarla.

 

2. Se usi parole stantie: non sei appassionato del tuo lavoro

Le parole che usi per descrivere le attività di cui ti occupi, raccontano la tua passione, i tuoi stimoli, i tuoi sforzi, le tue ambizioni, i tuoi traguardi. Raccontano di te.

Se scegli parole ripetitive, noiose, passive, non chiare – senza alcuna indicazione di ciò che ti illumina dall’interno, è evidente che il messaggio che stai fornendo a chi legge è: non ti piace il tuo lavoro. Le persone che hanno una profonda passione per la loro professione, comunicano ciò con una vitalità e un’energia che si mette in connessione con la loro attività, e che traspare dal racconto.

 

Consiglio: passa al setaccio il tuo profilo e sostituisci ogni singola parola stantia: ripetitiva, e priva di ispirazione con termini ispirati, passionali e sfidanti. Trova un metodo per descrive e raccontare ciò che fai in modo che le persone possano dire “Wow! Questa persona ama il suo lavoro ed è anche brava! ”

N.B. Se ci hai provato, ma proprio non ci sei riuscito, è indicativo che tu abbia una carriera, un lavoro o peggio ancora un capo inadeguati.

 

3. Se non colleghi i punti del tuo percorso: non saprai mai ciò in cui eccelli

È importante che su LinkedIn si comunichi esattamente ciò che si fa e in sequenza si descrivano tutte le esperienze (preferibilmente senza sbrodolare in eccesso) che hanno reso il candidato, il professionista dove è arrivato. Informazioni ed esperienze devono essere inserite in un flusso narrativo collegato da un filo conduttore.

 

Consiglio: appena hai un po’ di tempo dedicalo ad annotare i venti fatti che ti hanno reso ciò che sei oggi: si può iniziare da quello che è stato realizzato, dalla portata dei risultati ottenuti e dal motivo per cui questi risultati sono stati importanti per la propria azienda o per costruire il proprio percorso professionale.

Collega questi fatti in un flusso narrativo. Condividere le tappe aiuta le persone a capire di cosa ti occupi e quali sono le cose in cui eccelli.

E infine rispondi alla domanda “In che modo ognuna di queste esperienze, mi hanno reso ciò che oggi sono fuori e dentro il luogo di lavoro?”

 

4. Se scrivi “In cerca di lavoro”: stai cercando un impiego ma non sai da dove iniziare

Scrivere un titolo che recita “In cerca di lavoro” è un errore.

Perché? semplice, si dimostra di essere concentrati su ciò che manca: un lavoro, e non su ciò che si ha da offrire: le proprie competenze.

Il titolo è lo strumento che aiuta a dire agli altri perché è giusto che assumano proprio noi. In cosa siamo utili e preziosi. Per questo, non dovrebbe mai essere adoperato per parlare di ricerca di opportunità di lavoro.

 

Consiglio: non usare mai un titolo “alla ricerca di opportunità” o “in cerca di lavoro”.

Piuttosto descrivi al mondo PERCHÉ dovrebbero assumerti, COME sei unico e prezioso, e CHE COSA è di vitale importanza nella tua carriera e nella tua esperienza su cui gli altri dovrebbero prestare attenzione. E soprattutto assicurati di essere chiaro nel descrivere ciò che puoi fare o offrire guardando al futuro prossimo e non solo raccontando il tuo passato.

 

 5. Se elenchi meramente le attività svolte: il tuo lavoro non è importante

È qualcosa che può trasparire se ci si limita solamente a elencare le attività svolte e non il che cosa è successo dopo. È importante, infatti, mettere in chiaro che il proprio lavoro ha un impatto rilevante e può contribuire a fare la differenza in diverse situazioni presenti e future. Bisogna andare oltre la propria occupazione attuale e presentare un’immagine di sé più completa, per dare un’idea dei talenti che si posseggono.

 

Consiglio: tutto ciò che viene scritto deve essere orientato al beneficio e non all’attività in sé. Inoltre, è importante condividere soprattutto ciò che si ama. Quindi, se l’80% del lavoro che svolgi è noioso (e ti fa sentire morto dentro), sarà importante enfatizzare quel 20% che ti fa sentire vivo, ricco di stimoli e che aggiungi valore nel mondo.

Metti in chiaro che tu sai fare la differenza. Scrivi il tuo profilo con l’intento esplicito di coinvolgere il lettore. E occhio agli errori inconsapevoli!

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