Giovanni Vernia, da ingegnere elettronico a comico di Zelig. "L’umorismo? È una leva di business" - Smart Working
#SIOS19
Prenota il tuo biglietto

Ultimo aggiornamento il 29 ottobre 2019 alle 15:47

Giovanni Vernia, da ingegnere elettronico a comico di Zelig. “L’umorismo? È una leva di business”

Da Country Manager per un’azienda americana a comico di fama nazionale. I consigli di Giovanni Vernia per essere felici a lavoro

Attore, regista, dj producer, conduttore radiofonico. Comico. Tutti lo conoscono come Jonny Groove e ricordano i suoi pantaloni muccati sul palco di Zelig, ma non tutti sanno che prima di intraprendere la carriera televisiva ha conseguito una laurea a pieni voti in ingegneria elettronica a 26 anni e per dieci anni si è occupato di consulenza fino a diventare Country Manager in Italia per una società americana di web marketing.

Stiamo parlando di Giovanni Vernia. Lo abbiamo incontrato a Milano durante uno dei suoi work “shock”, come da lui battezzati. Perché non si tratta di tradizionali workshop, quelli in cui si scorrono infinite presentazioni davanti a una stanca platea di dipendenti. Durante i worskshock di Giovanni si ride, o meglio, si impara a ridere. Di chi? Di se stessi, in primis.

L’umorismo è sinonimo di intelligenza” ci ha spiegato “ed è anche una grande leva di business”.

 

Ecco cosa abbiamo imparato dal work “shock” di Giovanni Vernia

 

L’umorismo è una forma di intelligenza

“Prima di tutto bisogna capire che fare umorismo è diverso dal rendersi ridicoli. L’umorismo rappresenta una forma di intelligenza, se fatto con determinati criteri. Capire qual è il momento giusto per far divertire significa riuscire a mettere a proprio agio se stessi e gli altri con leggerezza, senza essere volgari o forzatamente “spiritosi”. Non è qualcosa che tutti sanno fare, per questo l’umorismo richiede la capacità di essere anche empatici. Non bisogna per forza fare una battura se la situazione non lo prevede. Lo spiritoso, che deve far ridere a tutti i costi, diventa un giullare di corte, fastidioso e tutti non vedono l’ora che la smetta”.

 

Autoironia vuol dire mettersi in discussione

“L’umorismo è anche un atto di umiltà. Per entrare in contatto con le persone che hai di fronte ed essere piacevole devi abbassare il tuo status. Il primo passo è l’autoironia perché non darai mai fastidio a nessuno se prendi in giro te stesso, in modo intelligente. Se prendi in giro chi ti sta davanti risulterai al contrario fastidioso. L’umoriso (inteso come autoironia) è un modo per mettersi in discussione. Se conosci i tuoi difetti inoltre e sei il primo a riconoscerli e riderci su, toglierai le frecce dall’arco di chi vuole attaccarti”.

 

L’umorismo è una leva di business

“Più le persone sono felici, più saranno produttive in ambito lavorativo. C’è uno studio inglese che ha analizzato i dipendenti di un’azienda ai quali è stato fatto ascoltare del cabaret per due ore a settimana. La loro produttività nel periodo dello studio è aumentata dell’80%.

Ovviamente è sempre necessario distinguere tra il buonumore fine a se stesso – “devo far ridere per forza” – e quello che invece rappresenta un antidoto, una medicina; quello che tutti noi abbiamo, ma che soffochiamo specialmente a lavoro per il timore del giudizio degli altri”.

 

 

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter