I migliori tool per videoconferenze, webinar e streaming - Smart Working

Ultimo aggiornamento il 3 maggio 2020 alle 8:22

I migliori tool per videoconferenze, webinar e streaming

Partendo dall’esperienza di Toolperstartup, abbiamo preparato un piccolo compendio di tool utili alle attività in remoto

In questi tempi di emergenza tutte le nostre abitudini sono cambiate. Tra queste anche e soprattutto la nostra percezione degli spazi e dei tempi. Smart working ormai è un appellativo che spesso in modo esagerato viene affibbiato a qualsiasi attività professionale al di fuori dell’ufficio che ci troviamo a compiere. Sappiamo bene che il vero smartworking è diverso da “lavorare da casa” ma anche che in questa situazione in cui ci siamo trovati catapultati, occorre un set di strumenti per gestire al meglio le attività in remoto.

Partendo dall’esperienza di Toolperstartup, ho preparato un piccolo compendio di tool utili alle attività in remoto, che ho pensato di dividere in:

  • Tool per videoconferenze
  • Tool per webinar
  • Tool per eventi in live streaming

Ho cercato di selezionare tutti quegli strumenti che fossero sia semplici da utilizzare (e configurare) e che avessero costi accessibili.

 

Videoconferenze

Fare una videoconferenza o una riunione in remoto è molto diversa da fare un webinar. Troppo spesso in questi giorni abbiamo sentito scambiare queste due attività. Se la prima è sostanzialmente una riunione in remoto che può permettere anche la partecipazione di più persone,  ma che non prevede, di base, gli strumenti di moderazione dei partecipanti e di gestione dei lead (landing page), l’interazione con il pubblico o la possibilità di chiedere la parola. Anche se ultimamente molti di questi strumenti soprattutto per ragioni di mercato hanno fatto un passo in questa direzione, i tool per videoconferenza nascono con lo scopo di permettere una riunione online, niente di più.

Skype – Forse uno dei più famosi strumenti per fare riunioni, da poco ha introdotto la funzione via web, er evitare di dover installare il software. Continua ad essere una soluzione praticata da molti a causa della sua celebrità e del fatto che è uno strumento utilizzato dalle aziende di medie/grandi dimensioni. La versione for business infatti è inclusa in Office 365.

 

Hangouts – Il concorrente di Microsoft su Office, cioè Google, ha una propria piattaforma gratuita per riunioni online: hangouts, che nella versione Gsuite a pagamento si chiama Meet. Da maggio Meet sarà disponibile in modalità gratuita per tutti gli utenti. Il sistema ha le funzioni base degli strumenti di questo tipo cioè la possibilità di fare videochiamate e scambiarsi messaggi. Utile l’integrazione con Google  Cal: le riunioni fissate sono direttamente visibili nel proprio calendario

 

Zoom – Il popolare strumento di video call recentemente ha avuto diversi problemi di privacy ma rimane uno dei software più performanti. Nel piano free si possono avere fino a 100 partecipanti in contemporanea con un limite di 40 minuti consecutivi di riunione. La piattaforma offre moltissime funzioni utili a riunioni in remoto professionali: lavagna condivisa, condivisione dello schermo simultanea,  programmazione, oltre le funzionalità “standard” come condivisione dello schermo, plugin per i browser più diffusi, chat. Dai piani a pagamento a partire da 13,99$/mese si possono avere meeting di durata illimitata e la possibilità di registrare le call.

 

Whereby – una startup…per le startup. Come spesso accade i tool più flessibili e semplici sono quelli che incontrano più successo nelle aziende più “liquide”. È il caso di Whereby (conosciuta prima come Appear.in) che permette la call contemporanea fino a 4 partecipanti con il piano free e funzioni standard di riunione in remoto. Non è necessario installare alcun software per ospitare e partecipare alle riunioni, è sufficiente un link alla propria stanza e siamo subito online.

 

Cisco Webex – Un altro strumento nato dall’esperienza “corporate” e poi passato al B2B è Webex, la piattaforma di collaborazione e videochiamate che in questi giorni di emergenza, offre fino a 100 partecipanti in contemporanea senza limiti di tempo nel piano gratuito. Se vogliamo però registrare la chiamata (magari per poi caricarla su Youtube), occorre il piano a pagamento a partire da 12,85€/mese.

 

Webinar

Chi ha potuto dare un’occhiata ai piani di offerta delle piattaforme per fare webinar si sarà sicuramente accorto che questa hanno piani di offerta molto più costosi delle omologhe per riunioni in remoto. Questo perché strumenti di questo tipo devono essere in grado di gestire un elevato numero di partecipanti e offrire un set di funzionalità tipico degli eventi online: landing page personalizzabili, moduli raccolta email, gestione delle interazioni con i partecipanti e funzioni speciali per il relatori.

Gotowebinar – La piattaforma più conosciuta della suite Logmein ha il piano base a 89€/mese con la possibilità di ospitare eventi fino a 100 partecipanti, gestire sondaggi,  branding personalizzabile e gestione dei pagamenti. Per eventi con numeri più alti di partecipanti si deve passare al piano successivo a 199€/mese fino a 500 partecipanti.

 

Webinarjam – Chi ha intenzione di proseguire con l’organizzazione di eventi online anche dopo il periodo di emergenza che stiamo vivendo, può utilizzare Webinarjam il cui piano di partenza è quotato 499$/anno con la limitazione a 500 partecipanti e due ore di durata massima. Per metriche più alte bisogna passare al piano Professional a 699$/anno. Webinarjam offre le tipiche funzionalità degli strumenti di webinar come la registrazione, la creazione di landing page personalizzate e notifiche mail pre e post evento ai partecipanti.

 

Livewebinar – una soluzione sul mercato non da molto che fa del prezzo contenuto il suo cavallo di battaglia. Livewebinar ha un piano gratuito che permette fino a 5 partecipanti con due ore di registrazione, sondaggi e survey incluse. Il piano successivo a 11,20€/mese permette fino a 100 partecipanti e 6 ore di registrazione. Può essere un’ottima soluzione per chi ha intenzione di testare questa modalità di comunicazione e fare pratica sui software di webinar, oppure per chi non ha ancora una platea troppo consistente e può comunque fare eventi online senza investire grandi budget.

Streaming

Con il moltiplicarsi delle piattaforme social si sono moltiplicati anche gli strumenti per gestire gli eventi live. Molti di questi software fino a poco tempo fa andavano installati sul proprio computer ed avevano molte limitazioni: connessioni instabili, settaggi complessi, funzionalità limitate. Complice anche la spinta che ha dato il Covid-19 a questo mercato, negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un vero e proprio esplosione di queste piattaforme che ormai sono praticamente tutte in cloud e interfacce intuitive.

 

Belive – Tool dal prezzo interessante che gode di grande popolarità e che è stato uno dei pionieri di piattaforme streaming in cloud, offre lo streaming su una piattaforma (Facebook Live, Youtube) ed in arrivo anche Linkedin e Twitch. Nel piano free si possono tenere fino a 3 eventi al mese e le possibilità di personalizzazione sono limitate. Già con il piano Standard a 24,99$/mese abbiamo show illimitati e la possibilità di aggiungere il nostro logo all’evento.

 

Streamyard – Negli ultimi mesi si è affacciata sul mercato un’altra piattaforme per il live streaming in cloud dalle funzionalità molto professionali e dal prezzo contenuto: Streamyard. Il piano gratuito permette la sessione contemporanea fino a 6 persone, la condivisione dello schermo, l’inserimento di banner con CTA personalizzate e la possibilità di inviare un flusso streaming di massimo 20 ore mensili a una piattaforma a scelta tra Facebook, YouTube, Twitch, Linkedin e Periscope. Già dal piano a 20$/mese si hanno più possibilità di personalizzazione, la registrazione fino a 4 ore, e l’invio del flusso a 2 piattaforme in contemporanea. Inoltre viene eliminato il marchio “streamyard” dai video.

 

Restream – Altro prodotto abbastanza recente, Restream ha un piano di offerta diverso dagli altri competitor, il profilo free infatti permette lo streaming solo su profili personali Facebook con un watermark. Il profilo successivo a 16$/mese consente la diffusione su due canali contemporaneamente ma mantiene il watermark. Per apprezzare interamente le possibilità di Restream occorre spingersi fino al piano Professional a 41$/mese con oltre 3 destinazioni su più di 30 canali e layout personalizzabile dei flussi.

 

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