Imprese, sei step per attivare lo smart working in legalità - Smart Working
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Ultimo aggiornamento il 26 Gennaio 2021 alle 10:46

Imprese, sei step per attivare lo smart working in legalità

Luoghi di lavoro addio? La crisi sanitaria ha ridisegnato il modo di concepire l'ufficio e sempre più imprese pensano di adottare formule flessibili anche post pandemia. Come farlo nel rispetto della legge?

Con il Covid-19 sembra avere avuto inizio un processo irreversibile che potrebbe vedere sempre più lavoratori abbandonare il luogo di lavoro fisico a favore dello smart working. Le imprese stesse sembrano parecchio interessate a questa opportunità che consente peraltro di diminuire le spese legate agli affitti (si cercheranno uffici più piccoli) e alle utenze (che però rischiano ora di gravare sul dipendente, che a casa propria userà la sua corrente).

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Il 60% delle aziende, di cui in gran parte con un fatturato di oltre 10 milioni di euro e con più di 50 dipendenti, ha già dichiarato che nel periodo post pandemico continuerà comunque a utilizzare lo strumento dello smart working in percentuali non superiori al 20% della forza lavoro. Tuttavia, il 50% dei titolari di impresa afferma di non disporre di informazioni chiare e precise su forme e modalità attraverso cui regolarizzarlo; il 77% delle aziende ha dotato i propri dipendenti di strumenti idonei per svolgere l’attività lavorativa da casa; quasi un quarto delle aziende ha verificato gli spazi di lavoro, la connessione di rete e ha avviato attività di formazione tecnica e comportamentale.

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E poi c’è il tema della sicurezza, dato che lo smart working fa uscire di casa dati che normalmente resterebbero confinati nella rete LAN aziendale. Solo il 36% delle aziende è ricorso all’implementazione di misure di protezione idonee, intervenendo sulla struttura It, modificando firewall, antivirus, authority agli accessi o vpn gateway per garantire la continuità operativa; la maggioranza (il 56,7%) considera il lavoro da casa più uno svantaggio che un vantaggio, i titolari di azienda ritengono che la flessibilità lavorativa abbia infatti determinato maggiori carichi di lavoro.

Sei passi per iniziare lo smart working

Abbiamo chiesto a  Tomaso Mansutti, amministratore delegato di Mansutti S.p.A. di darci una mano nella compilazione di un vademecum che aiuti l’imprenditore ad applicare uno smart working a norma di legge, nel pieno rispetto della forza lavoro:

1. Verifica della contrattualistica assicurativa in atto; mappatura e trasferimento dei rischi;
2. Negoziazione e Redazione di accordi di smart working collettivi e individuali;
3. Assessment e implementazioni in ambito data protection e cybersecurity;
4. Analisi degli spazi e relative destinazioni d’uso per produrre proposte progettuali
inerenti lo smart working;
5. Elaborazione di un Piano di Business Continuity strutturato da aggiornare ogni anno;
6. Coordinamento di tutte le attività dedicate ai lavoratori: la formazione, la
comunicazione interna ed esterna, le azioni di change management per realizzare e
supportare l’evoluzione culturale e organizzativa aziendale.

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